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Settembre 2022

In ricordo del Prof. Sergio  Nannicini ... (di Franco Focosi)


Provare a parlare del Prof.  Nannicini  e del suo impegno nei vari campi in cui è stato presente attivamente è cosa ardua, vuol dire abbracciare tutte le branche del sapere degli ultimi 70 anni concernenti la nostra città  (arte, letteratura storia e musica le sue passioni).

Innanzitutto la scuola, nella quale si è distinto come educatore nei lunghi anni nei vari istituti di Prato,  prima come professore e poi come preside.  Impegnato nelle istituzioni (Seniore della Biblioteca Roncioniana, socio della fondazione Cassa di Risparmio e fra i promotori della Provincia di Prato); attivo da sempre nella  ricerca, lo  studio e la conoscenza diretta del nostro territorio, per la qual cosa lo definirei una vera e propria memoria storica della città, grande sostenitore delle battaglie per la salvaguardia e valorizzazione della storia, cultura e tradizioni della sua Prato in  “Italia Nostra e Gruppo Archeologico Pratese”.

 

Un uomo al servizio della città

Tutto quello che ha lasciato nei testi da lui scritti e nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo è testimonianza del suo impegno nei vari campi ….

Ho avuto  il privilegio di conoscere il professore e le sue particolari doti umane e didattiche per l'insegnamento come suo alunno, al Liceo Scientifico Copernico, nei primi fervidi anni di vita dell' Istituto. Mitiche e da molti studenti ricordate le innovative  passeggiate in Calvana che diventavano vere e proprie lezioni, immersi nella natura; ”Camminare giova alla mente” ripeteva spesso.

 

 

 

Ho continuato anche negli anni seguenti ad incontrare il professore diventandone naturalmente amico. Fra i numerosi interessi a cui si dedicava c’era pure  quello per l'archeologia del territorio, che  ha coltivato fin dagli anni 70 con il gruppo archeologico Pratese;  fu il primo ad asserire la presenza Etrusca nel nostro territorio, cosa che in quegli anni era ritenuta improbabile.  Conservo ancora una foto di quegli anni, scattata durante una gita sul poggio Castiglioni dove il professore ci indicava la probabile tomba fra le antiche muraglie presenti.

La scoperta della città Etrusca sul Bisenzio a Gonfienti nel 1997 avvalorava tutte le sue tesi, e zittiva definitivamente tutti coloro che lo ritenevano un visionario. Ha continuato poi negli anni a seguire le varie ricerche,  sviluppate anche dal G.A.O. ( Gruppo Archeologico L’ Offerente) nato dalle ceneri del precedente gruppo, dando sempre consigli e spunti per nuove indagini,  e fin da ultimo si è interessato e ha sostenuto le nostre ricerche.

Mi piace riportare una sua mail che mi mandò nel 2005 quando, sulla scia della scoperta di Gonfienti Etrusca, cominciammo  con il suo aiuto la ricerca di tumuli in tutta la Calvana, fino a quando fu ritrovata la necropoli etrusca della Lastruccia in località “La Pozza”.  Dalla mail scritta con il suo caratteristico e particolare linguaggio aulico si capisce quanto grande fosse la passione per l’argomento, e quanto l’educatore fosse presente nell’incoraggiare e spronare alla curiosità e alla ricerca:

  • “Il quid della vostra esplorazione, cari amici, è senza dubbio il ripensamento tra l’entusiasmo atteso e la perplessità calcolata, come avviene in ogni lettura autentica, e quindi anche in archeologia; codesta passione, partecipe in egual misura del paesaggio naturale e della nascosta opera umana, coincide del resto anche con il mio interesse, che data ormai da alcuni decenni, e per questo anch’io vi seguirò con affetto e sincera stima.  Per cio’ che riguarda le ultime scoperte ritrovate nel bosco tra Casarosa e Casa Bastone assistiamo ad un avvicinamento decisivo verso il reticolo dei valichi di alta quota tra la pianura quaternaria e l’Appennino.  Ora, a mio parere, occorrono incisioni, lettere e marchi, come quello su frammento fittile trovato per caso nella massicciata della strada per poggio Castiglioni. Tocca a voi, cari amici, l’onore di rintracciare quella semplice leva che dovrà illuminare il senso di tutta la ricerca diventata ormai parte di noi.”

Cosi’ mi piace ricordarlo:  in cammino con lo zaino in spalla sui sentieri della sua Calvana,  mentre ci indica le specie piu’ particolari di orchidee selvatiche, e ci racconta la storia di quelle chiesine che si trovano  sparse nei nostri poggi e di quelle mura misteriose che  incontriamo nel cammino.

 

Buon viaggio Sergio.