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16 Ottobre 2016

16 ottobre 2016   “ LA MARCIA GIUSTA 2 ”

 

 

 

Si è svolta  Domenica 16 ottobre 2016 la seconda camminata o marcia per Gonfienti , organizzata anche quest’anno dal “GRUPPO DI VIGILANZA IN DIFESA DEGLI SCAVI DI GONFIENTI ”  guidati da Maila Ermini e il prof. Giuseppe Centauro.

Anche noi del Gruppo Archeologico L’Offerente  (G.A.O.) abbiamo aderito all’ iniziativa e, insieme ad un manipolo di una trentina di irriducibili sostenitori della salvaguardia del sito etrusco,  in una splendida giornata quasi estiva siam partiti da piazza del Comune,  con tanto di locandina spillata  per far conoscere la motivazione della marcia, per il rituale attraversamento della città per poi immettersi sulla ciclabile ed arrivare davanti ai cancelli della Domus  e della Città Dimenticata.

Il giorno scelto  coincideva con quello dell’inaugurazione del nuovo centro dell’Arte Contemporanea “Luigi Pecci”  finanziato e sostenuto da  Governo, Regione  e Comune,  amplificato dai media da diversi mesi e che sapevamo avrebbe richiamato un folto pubblico, e notevole era il contrasto con il nostro piccolo ma motivatissimo  gruppo che camminava a pochi metri di distanza  da quell’evento .

Le sorti della città Etrusca ad oggi  sembrano segnate:  In questi giorni siamo venuti a conoscenza che i pezzi pregiati sono già in deposito a campi Bisenzio nel  futuro museo archeologico di Rocca Strozzi,  e con il rischio  che il 24 Ottobre venga stabilito il passaggio allo Stato sia dei terreni che del Mulino Ginori (dove sono in deposito molti altri reperti),  e quindi che sia molto piu’ difficile anche l’ipotesi del Parco Archeologico.

Pensare che sarebbe una grande opportunità per la nostra città avere a poca distanza un museo e un parco a testimonianza delle nostre origini,  e un centro di arte contemporanea per progettare la città del Futuro.

Ci piace sperare che la nostra piccola testimonianza  e la giornata di sole possano  dissolvere le molte ombre che ancora avvolgono il futuro della città sul Bisenzio.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 







 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In concomitanza con l’evento di cui sopra la nostra associazione (G.A.O.) ha voluto esprimere tutta la sua delusione e indignazione per il trasferimento dei reperti di Gonfienti a Campi Bisenzio con un comunicato inviato ad alcuni giornali cittadini con richiesta di pubblicazione, che riportiamo integralmente qui di seguito :

 

"Questa notizia del trasferimento dei reperti di Gonfienti fuori del territorio cittadino non può non colpire ed addolorare chiunque di Prato abbia un minimo di interesse per la sua città e per la sua storia; quando poi quest’interesse è quasi ventennale, quando si è assistito in prima persona al ritorno alla luce della città etrusca, si è contribuito attivamente alle ricerche in loco, e si è seguito per lunghi anni con passione lo svolgimento della vicenda avendo sempre in mente i benefici che ne avrebbe potuto trarre la nostra città, ci si sente veramente mortificati e defraudati di un qualcosa di inestimabile.

Così ci sentiamo ora noi del Gruppo Archeologico l’Offerente: noi che dal 1994 abbiamo ricercato antiche tracce della nostra storia, alcuni di noi erano ragazzi quando hanno cominciato a segnalare importanti scoperte, noi che abbiamo contribuito fortemente alla realizzazione della Carta Archeologica della nostra Provincia, noi che siamo andati per anni nelle scuole a raccontare ai bambini le bellezze e le prospettive della città etrusca;  anni e anni al servizio della nostra città senza mai chiedere un euro solo per puro entusiasmo e sfrenato amore per Prato.

Abbiamo incontrato tutti gli assessori alla Cultura da 1994 ad oggi, abbiamo lottato con tutte le nostre forze per poi venire ripagati in modo così insopportabile: vedere il patrimonio archeologico culturale di proprietà di tutti i pratesi volare in un’altra città che c’entra ben poco con Gonfienti. Vogliamo chiarire: le indagini effettuate fino ad ora non sono state fatte nel territorio del comune di Campi, quindi si sta parlando di reperti rinvenuti nel comune di Prato, tranne i manufatti dell’età del bronzo raccolti durante la costruzione della strada Perfetti-Ricasoli (che comunque, detto per inciso, sono stati segnalati da noi).

Allora, considerando tutto questo, come si fa ad accettare la realizzazione di un museo in un comune dove i materiali storici non sono stati reperiti all’interno dei suoi confini comunali ?  Sia chiaro, questo non è campanilismo, per noi resta valido il principio che i reperti archeologici non vanno portati fuori dal contesto nel quale sono stati trovati, altrimenti si fa un torto alla verità, alla storia di quel territorio.

I più anziani di noi conservano ancora l’amaro ricordo di quello che avvenne dopo la mostra sull’ Archeologia Pratese del 1974 (guarda caso, è terminata da poco la mostra a Palazzo Pretorio) : alcuni reperti andarono a Carmignano, altri non si sa che strada abbiano preso. Desideriamo ardentemente che non succeda la stessa cosa ai ritrovamenti di Gonfienti.

A questo punto pretendiamo delle spiegazioni; il contentino del Parco Archeologico non ci basta, ci sembra solo una bella pratesata.  Che senso ha un Parco Archeologico senza un Museo locale, un Museo che possa contenere tutti i reperti che sono stati trovati nell’ambito del suo territorio ? Quel Museo dell’Archeologia pratese di cui si parla da anni e che le varie amministrazioni che si sono succedute nel tempo non sono mai state capaci di realizzare. Invece di lottare per difendere il nostro patrimonio, noi lo barattiamo per chissà che cosa.  ALLUCINANTE !! "


Il Gruppo Archeologico "L'Offerente"