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19 Marzo 2016

L'ombra degli Etruschi - Museo di Palazzo Pretorio

 

 

 

 

Tempi lenti dell'archeologia a Prato ....

L'ultima mostra sull'archeologia a Prato risale al settembre-ottobre 1974 e si intitolava  " Prospettive dell' Archeologia Pratese" : reperti dal Paleolitico al Medioevo; la sede della mostra era stata concessa dalla comunità francescana del convento di San Domenico.

L' iniziativa, nata dalla collaborazione fra l'allora Azienda  Autonoma di Turismo e il Gruppo Archeologico di Prato con la supervisione della Soprintendenza dell'antichità dell'Etruria, voleva appunto dare delle prospettive e delle indicazioni per futuri studi e ricerche sul nostro territorio.

La manifestazione ebbe un grande successo, tanto che ancora adesso è ricordata fra gli addetti ai lavori, e gran parte della riuscita di quella manifestazione fu dovuta all' efficacia della collaborazione fra i vari enti e gruppi,  che si muovevano su piani diversi di competenze, ma animati da un comune interesse per la ricerca e la conservazione del patrimonio storico e culturale.



Sono passati 42 anni da quell'evento, alcuni enti e gruppi sono spariti, altri nuovi sono stati creati, e molti responsabili della Soprintendenza si sono alternati alla sua guida;  una flebile fiammella si è mantenuta accesa, grazie alla costanza e alla passione di alcuni studiosi e del  Gruppo Archeologico l'Offerente che ha continuato, fra mille ostacoli, la capillare  ricerca sul campo. Poi nel 1996 è stata scoperta a Gonfienti " la città etrusca sul Bisenzio" che avrebbe dovuto dare linfa nuova a tutta una serie di iniziative e opportunità per la città , ma delle quali per ora non è rimasto altro che parole nel vento.



Siamo così arrivati a questo Marzo 2016.   Da Marzo a Giugno si è aperta a Palazzo Pretorio la mostra " L'ombra degli Etruschi " : Una produzione unica. Oltre trenta preziosi reperti, alcuni mai visti, una produzione di pregio tra cippi, stele e bronzetti per raccontare una storia ricca di suggestioni, che ricostruisce le lontane radici culturali di quest’area della Toscana, passando per Prato con  la città di Gonfienti.



In mostra dieci bronzetti e 24 monumenti in pietra (cippi e stele) decorati a rilievo, appartenenti a famiglie gentilizie che ponevano sulle proprie tombe l’immagine di se stesse, quella che volevano trasmettere all’esterno.  Si tratta delle “pietre fiesolane”, una delle produzioni che meglio caratterizzano un’ampia porzione di territorio fra pianura e collina dal Mugello alla Val di Sieve, dall’area fiorentina e fiesolana fino a quella pratese e pistoiese. La mostra riunisce per la prima volta in una sede unica i pezzi più pregiati in funzione della loro rappresentatività sul territorio.

 

 

 

 

 

 

 

La sezione  (figure di bronzo ) è dedicata all’universo del sacro, riconducibile all’area dove nel VI secolo A.C. venne fondata la nuova città di Gonfienti, testimoniata da figure di devoti in bronzo e dalle raffigurazioni presenti su un’importante kylix (coppa) attica a figure rosse, attribuita al celebre pittore ateniese Douris. La maggior parte del bronzetti votivi proviene da collezione privata (gia' presente alla precedente mostra Prospettive dell'archeologia Pratese) oltre a un inedito che arriva dagli scavi di Gonfienti (area Interporto) e mai esposto finora. Questi manufatti, destinati a un ceto medio “allargato” piuttosto che all’aristocrazia etrusca, venivano prodotti in loco e rappresentavano la dedica dell’offerente alla divinità. Due esemplari si distinguono per l’alta qualità artistica e per la ricchezza dei dettagli: l’Offerente di Pizzidimonte conservato al British Museum di Londra dalla fine dell’Ottocento, di cui si espone una riproduzione, e il giovane nudo, forse proveniente dalla stessa area, facente parte delle collezioni più antiche del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

 

 

 

 

 

 

Un bell'allestimento, con giochi di luci e di ombre per esaltare i materiali presenti, e una mappa per individuare la collocazione geografica dei reperti.

 


 

 

 

Speriamo che questo evento sia finalmente l'inizio di un vero interessamento e ripensamento di tutta l'area archeologica di Gonfienti, che per ora ha mostrato, quella sì, poche luci e moltissime .... OMBRE.