La Fonte Procula

Categoria: Archeologia a Prato
Pubblicato Sabato, 19 Marzo 2022 21: :02
Scritto da Super User
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C’è una sorgente nei pressi della Villa del Palco, in Calvana, conosciutissima da tutti i Pratesi e particolarmente apprezzata per la qualità delle sue acque; quando ancora non c’erano i fontanelli, era una meta obbligata per chi voleva farsi una scorta della indispensabile bevanda a costo zero, benzina a parte. Per non parlare poi dei camminatori e degli appassionati di trekking che, dopo aver affrontato la salita del Palco, o magari scendendo giù dal poggio, si fermavano e ancora si fermano presso di essa per dissetarsi o per darsi una rinfrescata.

Stiamo parlando, naturalmente, della Fonte Procula, alla cui presenza noi cittadini siamo da sempre abituati dandola quasi per scontata, spesso senza considerare il fatto che anch’essa, come tutte le cose, ha una storia.

 

 

Ed’ è una storia che si intreccia con quella di un personaggio, un Santo, da cui detta fonte prende il nome: San Procolo.

Come vedremo, benchè si tratti di un soggetto realmente vissuto, le vicende che lo legano alla fonte di cui si sta parlando rientrano nella categoria della leggenda, come ben ci spiega Iris Origo, scrittice e storica dei primi del ‘900, nella sua biografia di  Francesco Datini  “IL MERCANTE DI PRATO”:

3) Dall’ Archivio Storico Pratese, “la Fonte Procula” di G. Giani. – (Dopo aver cliccato sul Link, sfoglia le pagine e vai alla n° 6)

 

4) Da un’agiografia di San Proculo esistente nella cattedrale di Prato e citata in una delle 500 lettere del carteggio che Ser Lapo Mazzei (1350-1412) ebbe col Datini, curato e chiosato da Cesare Guasti:

Da Lettere di un notaro a un mercante del secolo XIV” di Lapo Mazzei – pag. 130

 

Andando poi al “Calendario Pratese”, come lo stesso Guasti ci suggerisce, leggiamo a pag. 176:

Dal Calendario Pratese, anno V di Cesare Guasti - pag. 176

 

Iscrizione Fonte Procula

 

* (Alessandro di Bartolomeo Guardini è uno studioso pratese vissuto nel 16° sec., dottore di filosofia e medicina, autore di una “Historia di Prato in Toscana”)

 

Questo non è l’unico accenno che il Guasti fa alla Fonte Procula e al Santo che le ha dato il nome; infatti, sempre nello stesso “Calendario Pratese”, a pag. 158 leggiamo:

Dal Calendario Pratese”, anno V - pag. 158

 

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LA QUESTIONE DI SAN PROCOLO (O PROCULO)


Come abbiamo visto, sia Iris Origo che Cesare Guasti (Non so qual valore debba darsi a tali asserzioni ....) considerano leggenda la narrazione secondo cui ci sia questo personaggio all’origine della Fonte Procula, tuttavia ci sono testimonianze certe, esterne a questa vicenda, che attestano come un santo con quel nome sia  esistito davvero, in quel contesto storico.

 

Da Wikipedia apprendiamo che:

 

Renzo Zagnoni, storico contemporaneo, in un suo studio  “I RAPPORTI FRA PISTOIA E BOLOGNA NEL MEDIOEVO: IL CULTO DEL MARTIRE BOLOGNESE PROCOLO A PISTOIA” ci rende noto che:

Comunque sia, una cosa è certa: l’esistenza già a partire dall’Alto Medio Evo di un culto ben affermato rivolto a questo San Procolo, circoscritto ad una ben precisa area: le zone di confine tra Emilia e Toscana.

Prova ne sono diversi edifici religiosi intitolati al Santo in questo territorio:

Nel Bolognese un monastero la cui attestazione è dell’anno 1075, e la chiesa della pieve di Sùccida (anno 1057, odierna località Borgo Capanne)

La Cattedrale di Pistoia, in un periodo che va dall’anno 944 al 1020, risulta cointitolata a San Procolo, addirittura in essa nel 1151 fu consacrato un altare dedicato al Santo, presso il quale sono documentate reliquie.

Anche a Firenze, a cominciare dalla seconda metà del secolo XI, esistette una chiesa dedicata a San Procolo, che è citata per la prima volta il 15 gennaio 1065 nelle carte della Badia fiorentina.

 

S.Procolo di Michelangelo (da Wikipedia)

 

 

 

Un ringraziamento particolare alla classe 5A della scuola G. PUCCINI e agli insegnanti LAURA GORLA, FABIO PECORARO e QUIRINO BALLETTA per la loro ricerca “LA FONTE PROCULA” che ha dato spunto, anche con l'utilizzo di alcune fonti da loro citate, al presente articolo su questo sito.