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Categoria: Notizie
Pubblicato Mercoledì, 26 Gennaio 2011 15: :31
Scritto da Super User
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Gruppo Archeologico L'OFFERENTE



 

Ancora oggi, a distanza di molti anni dalle prime perlustrazioni sui nostri poggi, continuiamo a chiederci quasi settimanalmente cos'e' che ci spinge la mattina presto a alzarci, riempire lo zaino fino all'inverosimile con tutti gli strumenti atti alle indagini sul campo e partire con qualsiasi situazione metereologica  verso le zone che di volta in volta attirano la nostra attenzione.

La risposta probabilmente, oltre alla passione per l'archeologia e per tutto quello che attiene alle nostre radici, e' in quel bisogno di immergersi per qualche ora in quei silenzi rotti solo da suoni naturali come il cinguettìo degli uccelli, il gracidare delle rane, lo scorrere dell'acqua nei rigagnoli o torrenti o il mulinare del vento fra le rocce;  e' nell'incontro con lo scoiattolo che ti scappa  tra i piedi, del capriolo che ti spia da lontano e dello svolazzìo improvviso dei fagiani impauriti.  In un mondo che corre sempre piu' veloce, occupati solo a consumare:  abiti, cibi, luoghi ed emozioni,  abbiamo riscoperto il piacere delle  piccole cose come il passeggiare lento, immersi nella natura con la consapevolezza di essere  Iì  in quel momento e la possibilita' di meravigliarsi dei piccoli grandi spettacoli che solo la natura sa offrire,  o il piacere dell'incontro con altre persone, anche loro probabilmente cercatori inconsci, con cui si crea subito dialogo, scambio di opinioni e di sensazioni,  cioe' quello che si definisce l'entrata in sintonia.

Il  mettersi in cammino in questi ambienti aiuta la riflessione e il silenzio fa riscoprire la necessita' della lentezza, del rispetto di sè stessi e degli altri, del costruire relazioni al di la' delle parole.

Una droga benefica, una vera e propria rivoluzione dell'andare....

Buon lento cammino.

Franco Focosi,  Fratti Giacomo

 



Il Gruppo Archeologico "L'Offerente" (G.A.O.)  nasce nel Marzo del 1994 per volontà di Maurizio Bini e Alberto Bonaiuti.

Già da alcuni anni prima quindi della scoperta della città etrusca di Gonfienti avvenuta nel 1997, avvenimento che senz'altro ha dato grande impulso allo sviluppo dell'interesse per l' Archeologia nella nostra città, la nostra associazione aveva iniziato la sua attività di indagine sul territorio pratese.

Sin dall' esordio le ricerche si sono svolte nelle zone a Nord di Prato, intendendo con questo, il Monteferrato, la Calvana e la Val di Bisenzio. I risultati delle ricognizioni condotte sino ad oggi, dimostrano, una volta di più, che l'Uomo ha sempre popolato le nostre zone fin dall'antica preistoria, smentendo almeno in parte, la teoria "del Lago", con la quale si vuole negare a priori la presenza umana nella piana pratese, dando così l'origine di Prato a partire dall'Alto Medioevo.

Materiale fittile protostorico, reperti paleolitici e mesolitici, ritrovati un po' in tutta la piana, ma soprattutto nei rilievi collinari e montuosi del pre-appennino pratese, dimostrano che le presenze dell'Uomo a Prato sono molto più antiche di quanto sostenuto fino ad ora.

Purtroppo, a tutt'oggi, queste scoperte non sono state ancora pienamente comprese e valorizzate e la nostra speranza infine, è quella che finalmente anche la nostra città possa ricevere quelle attenzioni in materia archeologica che giustamente si merita.